Durante la settimana del Salone del Mobile, dormire a Milano può costare fino a tre volte di più rispetto ai giorni ordinari. Un’indagine condotta da Maiora Solutions evidenzia rincari record su hotel e short rent.
Milano si prepara al Salone del Mobile e, con esso, esplode il costo dell’ospitalità. Secondo l’indagine condotta da Maiora Solutions, società specializzata in soluzioni di intelligenza artificiale per il mercato immobiliare, i prezzi degli hotel durante la Design Week (8-13 aprile) registrano aumenti medi fino al 200% rispetto alle settimane immediatamente precedenti e successive. In particolare, una notte in un hotel 3 stelle costa in media 470 euro, in un 4 stelle si sale a 560 euro, mentre per un 5 stelle si superano i 1.200 euro. L’analisi, effettuata tramite la piattaforma Epona, ha rilevato che i prezzi sono quasi triplicati rispetto alla settimana precedente l’evento, quando le stesse strutture proponevano tariffe comprese tra i 180 e i 415 euro a notte.
Airbnb rincara: 375 euro a notte nei giorni clou
L’indagine non si è fermata agli hotel. Anche il mercato degli affitti brevi mostra segni evidenti dell’effetto Salone: su Airbnb il prezzo medio per una notte raggiunge i 375 euro, contro i 130 euro registrati nelle settimane a ridosso dell’evento. Nonostante gli aumenti vertiginosi, la città non è ancora sold out: sono ancora oltre 2.000 le strutture disponibili a due settimane dall’inizio della fiera. «Ci aspettavamo un incremento, ma i dati superano le previsioni», commenta Andrea Torassa, co-founder di Maiora Solutions, «e anche quest’anno si conferma un trend di rincari sempre più marcati, a fronte di una domanda che inizia a guardare anche fuori Milano».
Milano fuori scala: turismo d’élite o fuga nei comuni limitrofi?
Il quadro che emerge solleva interrogativi sull’accessibilità turistica della città nei periodi di punta. Se da un lato l’indotto generato dal Salone del Mobile rappresenta un’occasione d’oro per il comparto ricettivo, dall’altro i rincari potrebbero spingere visitatori e professionisti a cercare soluzioni più accessibili fuori città, innescando dinamiche nuove anche per il mercato dell’hospitality nell’hinterland milanese. Un equilibrio da monitorare, tra attrattività internazionale e sostenibilità dei costi.